Nella vita di San Giovanni Bosco, la Pasqua non è stata solo una ricorrenza liturgica, ma un vero e proprio spartiacque esistenziale e istituzionale, segnando momenti di “risurrezione” personale e per la sua opera educativa.

La prima Comunione nel giorno di Pasqua

Il legame di Giovannino Bosco con questa solennità affonda le radici nella sua infanzia. La Pasqua del 1826 (che cadde il 26 marzo) fu il giorno in cui Giovanni fece la sua prima Comunione. Fu sua madre, Margherita, a prepararlo con estrema cura durante la Quaresima, accompagnandolo in chiesa e pregando con lui affinché quel giorno segnasse un miglioramento reale nella sua vita, specialmente nell’obbedienza. Per Giovanni, quel momento fu “il più bel giorno della sua vita” e un impegno costante verso Dio.

Pasqua 1846: La “Risurrezione” dell’Oratorio

Il momento più celebre e drammatico legato alla Pasqua nella storia salesiana è il 12 aprile 1846. Dopo anni di peregrinazioni e sfratti che avevano reso l’Oratorio “migrante”, Don Bosco si trovava in una situazione disperata, paragonando i suoi ragazzi a uccellini a cui veniva distrutto il nido. Proprio alla vigilia della Pasqua, la Provvidenza si manifestò attraverso Francesco Pinardi, che offrì una tettoia in affitto a Valdocco.

Il mattino di Pasqua del 1846, mentre le campane della città suonavano a festa, Don Bosco benedisse la povera tettoia adattata a cappella e vi celebrò la prima Messa per centinaia di giovani. Fu la nascita stabile dell’Oratorio di Valdocco, un evento che Don Bosco visse con una commozione tale da scoppiare in lacrime, vedendo finalmente realizzato il “nido” per i suoi figli abbandonati.

La pedagogia della Pasqua: i Sacramenti e la Settimana Santa

Per Don Bosco, “fare Pasqua” (accostarsi alla Confessione e alla Comunione pasquale) era l’elemento fondamentale del suo sistema educativo. Egli insisteva affinché i giovani comprendessero la bellezza della religione attraverso questi mezzi di grazia.

Durante la Settimana Santa, Don Bosco introduceva riti coinvolgenti:

  • Giovedì Santo: Per contrastare gli insulti di gruppi di giovinastri, organizzava processioni coraggiose verso i “sepolcri” delle chiese di Torino, cantando lo Stabat Mater e il Miserere.
  • Lavanda dei piedi: Iniziò la tradizione di lavare i piedi a dodici ragazzi, chiamati “dodici apostoli”, invitandoli poi a una cena speciale e offrendo loro piccoli regali.
  • Esercizi Spirituali: Spesso la Quaresima si concludeva con corsi di Esercizi che portavano i giovani alla Comunione Pasquale, momento di profonda riforma morale per molti di loro.

Pasqua 1934: La Canonizzazione

Il sigillo finale alla santità di Don Bosco arrivò proprio nel giorno di Pasqua. Il 1° aprile 1934, domenica di Risurrezione e chiusura dell’Anno Santo straordinario, Papa Pio XI proclamò solennemente Santo il “padre e maestro della gioventù”. Davanti a una folla oceanica e a rappresentanti di tutto il mondo, la Chiesa riconobbe ufficialmente che la vita di Don Bosco era stata un trionfo della carità cristiana, un miracolo iniziato in un prato e fiorito in tutto il mondo.

Ancora oggi, il messaggio pasquale di Don Bosco rimane quello dell’allegria fondata sulla pace con Dio: “La vera contentezza non nasce dal far salti, ma dall’amicizia del Signore”.