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«Questo è mio!»

Durante il suo soggiorno a Marsiglia nell’aprile del 1885, Don Bosco ebbe un’esperienza inquietante. Sentì un grido provenire dalla sua camera, suscitando preoccupazione. Il mattino seguente, in uno stato di prostrazione, raccontò di aver visto il demonio nella casa, cercando di portare via alcuni giovani.

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Assiste a un conciliabolo di demoni

Il chierico Viglietti fu svegliato dalla camera di Don Bosco da urla strazianti. Il Santo, sconvolto da un incubo, raccontò di aver sognato diabolici piani per distruggere la Congregazione Salesiana. I demoni proponevano di corrompere i salesiani con la gola, la ricchezza e la libertà, ma l’idea più pericolosa era quella di convincerli che la gloria risiedeva solo nella conoscenza, spingendoli a studiare per fama personale anziché per il bene degli altri. Don Bosco, testimone del congresso infernale, si svegliò sconvolto, temendo per il futuro della sua opera. La storia rivela la minaccia del desiderio di fama e conoscenza vuota, che avrebbe potuto corrompere la missione dei salesiani.

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Il cantico della purezza

Nel sogno del luglio 1884, Don Bosco si ritrova di fronte a un paradiso terrestre, adornato da splendide fanciulle celesti che cantano le lodi della purezza. Indossano abiti candidi e svolgono un dialogo su questo tema, senza accorgersi della presenza di Don Bosco. Alla fine, salgono su una ripa camminando sui fiori e cantando inni angelici, seguite da schiere di spiriti celesti. Questa visione riflette l’amore di Don Bosco per la purezza e la sua dedizione all’educazione dei giovani.

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