Nel 1849, dopo l’Esercizio della buona morte, Don Bosco portò i giovani dell’Oratorio al Camposanto per pregare per i defunti e promise loro castagne al loro ritorno. Mamma Margherita ne lessò solo una piccola quantità, ma quando i giovani tornarono, Don Bosco distribuì le castagne come se fossero abbondanti. Giuseppe Buzzetti, vedendo che le castagne non erano sufficienti per tutti, avvertì Don Bosco, ma lui continuò a distribuirle tranquillamente, sperando di avere abbastanza per tutti. Quando si accorse che le castagne erano finite, invece di fermarsi, continuò a distribuirne, e miracolosamente, un grosso mestolo sembrava non svuotarsi mai, permettendo a tutti i giovani di ricevere la loro parte. Questo miracolo fece sì che i giovani dichiarassero Don Bosco un santo, ma lui li calmò e stabilì che la distribuzione delle castagne sarebbe stata un evento annuale a Ognissanti.
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«Ho accarezzato il Grigio» Incontro con il signor Renato Celato
Questo articolo narra la storia di un anziano salesiano, un autista fedele e discreto che ha servito quattro Rettori Maggiori con grande dedizione per tutta la vita. L’anziano racconta dei suoi ricordi e delle sue esperienze, inclusa la sua straordinaria introduzione alla vita salesiana nel 1934, quando è stato affascinato da una cartolina di Don Bosco che cambia colore.
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Il sistema preventivo: capolavoro educativo di Don Bosco
Don Bosco sviluppò il suo modo unico di relazionarsi con i giovani, fondato su ragione, religione e amorevolezza, in mezzo a grandi difficoltà. Non tutti i ragazzi erano disposti ad accettare l’educazione di don Bosco, e alcuni si ribellavano apertamente, disturbando le attività educative e le preghiere. Tuttavia, don Bosco riusciva ad affrontare queste sfide con un dialogo costante e utilizzando misure educative che comprendevano anche l’allontanamento temporaneo dagli assembramenti.
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