Il “sogno dei nove anni” è un episodio fondamentale nella vita di Don Bosco, che egli stesso raccontò e che rimase profondamente impresso per tutta la sua esistenza.
All’età di circa nove anni, Giovanni Bosco ebbe un sogno in cui si trovava vicino a casa, in un ampio cortile, con una moltitudine di fanciulli che litigavano e bestemmiavano. Nel sogno, gli apparve un Uomo maestoso che lo ammonì, dicendogli di non usare le percosse, ma la mansuetudine per conquistarli.
Successivamente, comparve una Donna splendente come il sole, che diciassette anni prima gli aveva parlato in sogno, e gli predisse: “A suo tempo tutto comprenderai” e di rendersi “umile, forte e robusto”. Inizialmente, la nonna di Don Bosco scartò il sogno dicendo che “non bisogna badare ai sogni”.
Questo sogno è considerato un momento cardine che ha marcato la sua vita, prefigurando e proiettando il suo futuro impegno oratoriano. Papa Pio IX, nel 1858, gli ordinò di scriverlo “minutamente” affinché servisse da incoraggiamento per i figli della Congregazione.
Il sogno dei nove anni, insieme ad altri sogni profetici, radicò in Don Bosco la convinzione che Dio lo avesse inviato per la salvezza delle anime in tempi difficili. La sua vocazione, avvertita alle soglie dell’adolescenza attraverso questo sogno, trovò una chiara espressione nel suo primo catechismo con Bartolomeo Garelli l’8 dicembre 1841.
L’allegoria dei suoi sogni profetici oggettivava le sue aspirazioni e il suo modo di interpretare l’ambiente circostante e di agire per rispondere ai “bisogni dei tempi”.
Le umili origini dell’Oratorio, come la modesta casa Pinardi o la casetta ai Becchi, nell’immaginario religioso salesiano divennero, in chiave religiosa, il punto di partenza di uno sviluppo straordinario e di avvenimenti singolari, un “nuovo miracolo” operato da Dio. Il centenario di questo sogno fu celebrato, e l’episodio fu riconosciuto come un “sogno rivelatore” per la Congregazione Salesiana.
Foto: Guido Grilli (1905-1967), Sogno di Giovannino.
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