Luigi Orione, un ragazzo proveniente da una famiglia povera, iniziò a lavorare sulle strade per aiutare la sua famiglia. Un giorno, mentre lavorava sotto la pioggia, donò il suo panino a un mendicante e lo seguì per un po’. Questo gesto di compassione attirò l’attenzione del parroco locale, che lo presentò a don Bosco a Valdocco.
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Francesco Dalmazzo
Francesco Dalmazzo, un ragazzo benestante, entrò nell’Oratorio di don Bosco dopo aver sentito parlare del suo operato straordinario. Inizialmente, il cibo modesto lo spinse a voler tornare a casa, ma durante una distribuzione di pane miracolosa presenziata da don Bosco, decise di restare.
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Il gattone dagli occhi accesi
Nel 1865, Don Bosco raccontò ai suoi giovani un sogno in cui un gatto nero tentava di strappare loro i fiori. I fiori rappresentavano la virtù della purezza, e il gatto simboleggiava il male che cerca di corrompere i giovani. Don Bosco li esortò a difendere la purezza alzando il braccio, simboleggiando la preghiera e la ricerca del divino.
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Francesco Piccolo
Francesco Piccollo, un ex alunno di Don Bosco, racconta la sua esperienza a Valdocco. Ricorda il duro ambiente in cui cresceva, ma anche l’affetto e l’attenzione di Don Bosco per i giovani. Racconta di un momento in cui rubò del pane, pentendosene poi e confessandosi in un confessionale nella Consolata, solo per scoprire che era Don Bosco stesso che lo ascoltava.
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Un’aquila maestosa
Don Bosco sosteneva l’importanza di parlare della morte ai giovani, basandosi sulla sua esperienza. Predisse la morte di un giovane, Antonio Ferraris, in un sogno durante un esercizio spirituale nel 1865.
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