Nel sogno narrato da Don Bosco la sera del 22 ottobre 1864, lui e i giovani del suo Oratorio si trovano in una valle con una ripida collina da scalare. La Guida indica loro di raggiungere la cima della collina. I sacerdoti aiutano i ragazzi, mentre Don Rua e altri lavorano instancabilmente.
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Beato Michele Rua, il ragazzo che fece a metà
Michelino Rua è un giovane che diventa amico di Don Bosco dopo la morte di suo padre. Don Bosco lo incoraggia a continuare gli studi nonostante la povertà della sua famiglia. Con il tempo, Michelino diventa il primo salesiano e l’aiutante più fidato di Don Bosco. Dopo la morte di quest’ultimo, continua il suo lavoro, portando avanti l’opera salesiana con successo.
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Il sogno dell’elefante
Il sogno di Don Bosco del 6 gennaio 1863 era straordinario e coinvolgente. Vedeva Mamma Margherita, deceduta sei anni prima, chiamarlo con ansia per mostrargli un elefante gigante nel cortile. Inizialmente mite, l’elefante si trasformava improvvisamente in una bestia feroce, causando panico e devastazione tra i giovani. Solo coloro che si rifugiavano sotto il manto della Madonna venivano protetti e guariti.
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Domenico Savio
Domenico Savio, nato il 2 aprile 1842 a Riva presso Chieri, è uno dei santi più giovani della Chiesa cattolica e un modello di santità per i giovani di tutto il mondo. Il suo breve ma intenso percorso di vita lo ha portato a essere riconosciuto come santo nel 1954 da Papa Pio XII.
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Il serpente e il Rosario
Il testo racconta un episodio in cui il marchese Roberto d’Azeglio critica la pratica della recita del Rosario nell’Oratorio di Don Bosco, definendola “tempo perso”.
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