Giovanni Bosco si prepara ad affrontare gli esami per entrare nell’ordine francescano, ma prima di ciò riceve un avviso inaspettato da un compagno di nome Eugenio Nicco. Dopo aver superato l’esame a Torino e essere stato accettato, ha un sogno strano che lo lascia perplesso.
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Sogno del fratello febbricitante (1832, MB I, 269-270)
Nonostante i suoi impegni di studio e altre occupazioni, Giovanni Bosco non dimenticava la sua famiglia e manteneva un affetto sincero per suo fratello Antonio, che si sposava quell’anno. In un sogno, vide Antonio colpito dalla febbre mentre faceva il pane alla Cascina di Madama Damevino, vicino a casa loro, e la mattina dopo i suoi compagni confermarono che quanto aveva sognato era vero. Questo episodio riflette i suoi sentimenti intimi e la sua premura per la famiglia, che avrebbe continuato a beneficiare una volta diventato più autonomo, come testimoniano le annotazioni di Don Michele Rua.
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Compiti di scuola (1831, MB I, 253-254)
Durante i suoi anni al ginnasio, Giovanni Bosco sembrava possedere una virtù segreta e straordinaria che lo aiutava oltre all’ingegno e alla memoria. Una notte sognò di ricevere un compito in classe e, appena sveglio, lo scrisse rapidamente con l’aiuto di un prete amico per tradurlo.
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Destino vocazionale (1831, MB I, 243-244)
Giovanni Bosco, durante i suoi giorni a scuola a Castelnuovo, aveva stretto amicizia con un compagno di nome Giuseppe Turco, il cui padre lo incoraggiava e gli augurava di studiare bene, promettendogli l’aiuto della Madonna. Giovanni, desideroso di continuare gli studi e diventare prete nonostante le difficoltà finanziarie della madre, sperava nel sostegno divino.
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Rimprovero per poca fede (1831, MB I, 218)
Dopo la morte di D. Calosso, Giovanni Bosco fu profondamente colpito e addolorato. Piangeva costantemente il suo benefattore e pensava a lui sia di giorno che di notte, arrivando anche a sognarlo. Il lutto fu aggravato dal suono funebre delle campane che annunciavano la morte del Pontefice Pio VIII. La sua tristezza preoccupò Margherita, che lo mandò per un po’ di tempo a Capriglio con suo nonno per evitare che la sua salute ne risentisse. Tuttavia, durante questo periodo, Giovanni ebbe un sogno in cui veniva rimproverato per aver messo la sua speranza negli uomini anziché nella bontà del Padre Celeste.
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